Ci sono tre sintomi tipici che caratterizzano l’acalasia esofagea e ne rendono plausibile il sospetto diagnostico.

Derivano dalla ostruzione dell’esofago e compongono la triade esofagea:

  • il sintomo principale è la disfagia: è un senso di difficoltà alla deglutizione, con un senso di arresto del cibo,
  • spesso si associa la scialorrea: una salivazione abbondante e frequente,
  • infine è comune che gli alimenti risalgano in bocca e vengano espulsu in assenza di nausea e conati, ma con un rigurgito apparentemente spontaneo.

La difficoltà di alimentazione che consegue alla situazione di acalasia, determina frequentemente il calo di peso. I sintomi elencati possono essere presenti anche nella malattia da reflusso gastro-esofageo, decisamente più frequente della acalasia.

Il dolore toracico, che può comparire in ogni momento ma che è particolarmente frequente di notte, è un altro sintomo molto frequente e caratteristico. Il dolore ha una irradiazione tipica antero-posteriore, si irradia alla schiena e può essere associato a stato di stress.

DISFAGIAVOMITOCALO DI PESOREFLUSSO

In genere, l’assunzione di bevande allevia il dolore che può presentarsi in forma acuta e particolarmente intensa. Con il tempo, lo sfiancamento delle pareti dell’esofago determina la condizione di megaesofago, ovvero la dilatazione abnorme del viscere in cui ristagna il materiale ingerito. In questa fase si possono verificare frequentemente episodi di tosse, più spesso durante il riposo notturno, provocati dal passaggio di questo materiale in laringe e quindi in trachea. Questo può provocare infezioni respiratorie acute e polmomoniti.

Inoltre, il ristagno di materiale all’interno del megaesofago, provoca fermentazione batterica e con il passare del tempo si possono instaurare:

  • infiammazioni croniche della mucosa (esofagite da ristagno),
  • infezioni micotiche: candidosi,
  • per via della irritazione cronica si può sviluppare il cancro epidermoidale dell’esofago